Forlì/Cesena

La provincia di Forlì-Cesena è composta da una varietà di territori naturali e antropizzati che portano la Resistenza a dover modulare differenti strategie di lotta. Nelle due città principali, nel dicembre del 1943, iniziano ad agire i G.A.P. (Gruppi di Azione Patriottica), con l’obiettivo di stimolare nella popolazione la lotta contro l’occupante, compiendo una serie di attentati e sabotaggi ai danni delle istituzioni nazifasciste. Questa formazione è creata dal Partito Comunista Italiano, che nella provincia diventa sempre più forte tra le operaie e gli operai.

Un altro gruppo presente nelle fabbriche delle due città principali della provincia è l’Unione dei Lavoratori Italiani (U.L.I.), costituitosi per volontà dello storicamente forte movimento mazziniano provinciale. Questa formazione, contraria nel 1943 a una collaborazione con gli Alleati, che appoggiano il governo monarchico di Badoglio, adotta una strategia attendista, perdendo consensi a favore del Partito Comunista, il quale invece percorre la via dell’azione immediata contro l’occupante.

Nel vasto territorio appenninico tosco-romagnolo sorgono una serie di gruppi partigiani, formati inizialmente da antifascisti, slavi fuggiti dai campi di prigionia e renitenti alla leva. I gruppi di maggior rilievo sono l’8ª Brigata Garibaldi, la Banda Corbari e il Gruppo Mazzini.

L’8ª Brigata, inizialmente comandata da Riccardo Fedel, opta per la creazione di una grande formazione militare concentrata in un unico luogo. Ciò è possibile grazie alla vastità del territorio montano della provincia e alla debolezza dei presidi fascisti, che non riescono a compiere una reale opera repressiva. Sono, infatti, le forze tedesche a gestire il grande rastrellamento dell’aprile 1944, mirante a sgomberare il territorio della Linea Gotica – che passa a sud della provincia –, infliggendo gravi perdite alla Brigata e disorganizzandola completamente. Nella sua riorganizzazione, essa adotta una strategia più improntata alla guerriglia.

Nelle fasi conclusive della guerra e con la discesa in pianura, l’8ª Brigata deve nuovamente rimodulare la propria strategia e trasformarsi in una forza militare capace di conquistare un territorio e mantenerlo occupato, cosa assai difficile per una formazione sempre in carenza di armi e munizioni.

La guerra in pianura è lunga e logorante a causa della tenace resistenza dell’esercito nazista: qui gli Alleati avanzano a una media di 1 km al giorno prima di arrivare da Rimini, liberata il 21 settembre, a Forlì, liberata il 9 novembre.

Forlì, oltre a essere un punto chiave per la presa della Pianura Padana, è anche la città «della giovinezza del Duce», e ciò ha un forte impatto simbolico, sia per i nazifascisti, sia per gli Alleati. Quando Mussolini viene liberato dai tedeschi e riportato in Italia, il 23 settembre 1943, come prima opzione per la sua residenza viene scelta la sua casa estiva alla Rocca delle Caminate, dove si svolge il primo incontro dei ministri della neonata Repubblica Sociale Italiana.

Mussolini vuole imprimere nuova energia al fascismo decadente, riprendendo gli antichi valori repubblicani e sociali che animarono la sua lotta quando da giovane era segretario della sezione socialista di Forlì. Tuttavia, durante gli incontri avvenuti alla Rocca delle Caminate per la formazione del nuovo governo, Arpinati, ex fascista molto influente in Romagna, non crede in questa riconversione del fascismo e si rifiuta di collaborare con Mussolini.

Gli appelli fatti dalla R.S.I ai repubblicani, storicamente molto presenti in provincia, cadono completamente nel vuoto. Il fascismo locale, a parte una breve parentesi iniziale, assume subito l’aspetto di una piena collaborazione alle attività repressive e stragiste condotte dalle forze di occupazione naziste, che insanguinano la provincia.

La strage di Vecchiazzano

02 novembre 1944

La strage di Vecchiazzano

Forlì Cesena - Repressione e luoghi di detenzione

A Vecchiazzano il 7 novembre 1944 si compie l'ultima strage nazifascista in territorio forlivese.

La liberazione di Forlì

25 ottobre 1944

La liberazione di Forlì

Forlì Cesena - Presenza degli alleati

Il lungo assedio che porta alla liberazione della “Città della giovinezza del Duce”.

La liberazione di Cesena

20 ottobre 1944

La liberazione di Cesena

Forlì Cesena - Presenza degli alleati

La mattina del 20 ottobre 1944 viene liberata Cesena, città duramente colpita dalla repressione fascista.

La banda Garaffoni

14 ottobre 1944

La banda Garaffoni

Forlì Cesena - Repressione e luoghi di detenzione

Banda fascista che opera nel cesenate.

L’assalto al carcere di Forlì

04 ottobre 1944

L’assalto al carcere di Forlì

Forlì Cesena - Azioni e battaglie partigiane

Il 4 ottobre del 1944 un gruppo di 12 resistenti assaltava le carceri di Forlì, liberando 32 prigionieri politici.

La mancata liberazione partigiana di Forlì

26 settembre 1944

La mancata liberazione partigiana di Forlì

Forlì Cesena - Azioni e battaglie partigiane

Il primo novembre del 1944 gli alleati non permisero all’8a brigata Garibaldi Romagna di provare a liberare Forlì.

L’ex Brefotrofio di Forlì

25 settembre 1944

L’ex Brefotrofio di Forlì

Forlì Cesena - Repressione e luoghi di detenzione

A Forlì nel 1944 prende sede un distaccamento dell’Ufficio Centrale per la Sicurezza del Reich.

L’8ª Brigata Garibaldi si prepara alla Liberazione

10 settembre 1944

L’8ª Brigata Garibaldi si prepara alla Liberazione

Forlì Cesena - Azioni e battaglie partigiane

I comandi de l’8ª Brigata Garibaldi preparano la Liberazione di Forlì e Cesena.

La Banda Corbari

18 agosto 1944

La Banda Corbari

Forlì Cesena - Azioni e battaglie partigiane

Il racconto della tragica fine e delle imprese delle Banda Corbari.