L’ultimo carico di deportati politici da Parma a Bolzano
La deportazione di prigionieri politici dal territorio parmense prosegue fino a cinque giorni prima della liberazione di Parma; l’ultimo carico di detenuti, infatti, parte dal capoluogo, con destinazione Bolzano, il 21 aprile 1945. Esso trasporta trenta prigionieri politici, arrestati tra il febbraio e il marzo 1945, che si trovano rinchiusi nelle carceri cittadine di San Francesco. Sono 168 i parmigiani tradotti nel lager di Bolzano tra il gennaio e l’aprile del 1945, come conseguenza delle intense operazioni di rastrellamento che investono l’Appennino parmense nell’inverno 1944-45. Il campo di concentramento di Fossoli è chiuso da mesi e quello di Bolzano risulta la tappa obbligata per i successivi trasferimenti nei vari lager del Terzo Reicht. Quanti subiscono la deportazione nell’ultimo periodo del conflitto si trovano risparmiati da un deperimento fisico e da morte quasi certa, viste le terribili condizioni dei lager a cui la maggior parte dei detenuti politici viene destinata: Mauthausen, Flossemburgh Dachau e i loro sottocampi per gli uomini e Ravensbruck per le donne. I prigionieri politici di Parma trasferiti il 21 aprile a Bolzano verranno liberati dalla Croce Rossa Internazionale insieme ad altre migliaia di detenuti presenti nel campo. Bisogna organizzare il ritorno nelle proprie città di origine, con la consapevolezza che ci sia il rischio di imbattersi nelle truppe tedesche in rotta. I parmensi si dividono in due gruppi che compiono due percorsi diversi. Quanti scelgono di passare per la valle dell’Adige incrociano sul proprio cammino una colonna di nazisti in fuga verso il Brennero. I tedeschi, dopo averli riconosciuti, aprono il fuoco: il partigiano Max Casaburi, classe 1906, ex comandante del Comando Militare di piazza di Parma, rimane ucciso.
A cura di
Maddalena Arrighini
Istituto storico della Resistenza e dell’età contemporanea di Parma
Data dell'evento
Da Sabato, 21 Aprile 1945 a Lunedì, 30 Aprile 1945