La rapida liberazione di Fiorenzuola

Mentre le colonne tedesche in ritirata si disperdono dalla via Emilia lungo le strade secondarie che portano agli argini del Po, un gruppo di partigiani, il 19 aprile 1945, entra in Fiorenzuola per saggiare la consistenza della presenza fascista. Negli scontri a fuoco che seguono, nel centro città, Alberto Eugenio Crenna viene ucciso e una giovane ferita da cecchini. Sempre il 19 aprile viene ripubblicato, dopo 22 anni di forzato silenzio, il bollettino parrocchiale “L’Idea”. Monsignor Luigi Ferrari, il direttore, è uomo di chiesa, molto popolare, con importanti e significativi trascorsi di antifascista, ispiratore del giovane martire Alberto Conni “Franz”.

Qualche giorno dopo, la mattina del 26 aprile 1945, la 62ª brigata “Luigi Evangelista” della Divisione Val d’Arda, attestata dalla sera precedente sulla via Emilia nei pressi di Alseno, muove lungo la strada statale 9 in direzione di Fiorenzuola, che ancora è tenuta da un presidio della Rsi, acquartierato in un caseggiato in località Ruota. È durante la marcia che avviene il primo incontro con gli Alleati dell’avanguardia della 93ª Divisione della V Armata.

I carri armati entrano a Fiorenzuola, sparano qualche colpo di cannone contro il presidio: immediatamente i fascisti si arrendono. Il partigiano Cesare Casaroli (Rodolfo) ricorda: “Fu un giorno memorabile, sia da un punto di vista storico che da quello umano. Tutta la gente riversata nelle strade ad applaudire le avanguardie dell’esercito alleato che avanzava in forze preponderanti verso nord; non era inconsueto assistere a momenti di generale euforia, attorno a qualche automezzo carico di truppa intenta a distribuire generi di conforto e sigarette alla popolazione che fraternizzava entusiasta; gli alleati trovarono la strada aperta anche grazie al nostro intervento e anche noi partigiani fummo portati in trionfo”. Il distaccamento della 62ª brigata comandato da Guglielmo Marenghi “Aldemaro” è tra i primi a entrare in città. È formato in prevalenza da giovani fiorenzuolani ed è dedicato alla memoria del comandante partigiano Giovanni Molinari “Piccoli”, vittima di contrasti politici e militari nella Resistenza locale, considerato una figura eroica dell’antifascismo e della Resistenza. Nel dopoguerra verrà dedicata a lui e al fratello Carlo, ucciso dai fascisti nel 1921, la piazza principale del paese.

Il comandante delle formazioni partigiane in val d’Arda, Giuseppe Prati, descrive così quei momenti: “All’ingresso dei partigiani la cittadina dal cuore antifascista era impazzita dalla gioia. Già alle dieci una numerosa folla è in piazza e in mezzo ad essa la banda municipale che suona a pieno fiato “Bandiera rossa”. È il trionfo di “Tognetto” (Antonio Molinari), il vecchio irriducibile antifascista, socialista nel sangue, che nonostante l’età aveva affrontato i rischi e i disagi dei giovani della montagna. È acclamato sindaco e accompagnato al municipio dove gli vengono consegnate le chiavi e dove viene insediato” con nomina provvisoria del CLN. Verso le ore 11.00 l’arrivo degli Alleati e di altri contingenti partigiani dà il via alla festa: il comando della Brigata viene posto a Villa Cipelli a un chilometro circa a sud ovest del paese.

Antonio Molinari è confermato sindaco con le elezioni del 1946, dopo aver passato una serie di vicissitudini giudiziarie a seguito dell’esecuzione, da parte della folla (dopo un processo popolare nel maggio 1945), di un fascista, accusato di aver assassinato numerosi partigiani e di aver freddato, con un colpo di pistola, nel 1919, il nipote diciannovenne del sindaco. Da parte sua, “Tognetto” si adopera per impedire disordini e vendette, per far rinascere, da subito, la vita sociale ed economica del paese, per ricostruire edifici pubblici e infrastrutture distrutte dai bombardamenti, che avevano interessato soprattutto la ferrovia, il ponte e l’area produttiva della “Petroli d’Italia”.

I Partigiani e i Patrioti riconosciuti, nati o residenti nella città sull’Arda, sono oltre 200. Fiorenzuola lamenta 26 Caduti tra cui Pierino Boiardi (MAVM e MBVM), Tenente colonnello G.N. della Marina e poi consigliere militare delle divisioni partigiane, arrestato nel dicembre 1944 e deceduto a Mauthausen il 5 giugno 1945. Tra le donne fiorenzuolane da ricordare Gina Tanzi, farmacista partigiana, punto di riferimento della Resistenza in Val d’Arda.

I reduci dai fronti e dalla prigionia tornano a casa a partire da agosto 1945. Gli IMI sono circa 300. Rientra a Fiorenzuola anche Aldo Braibanti, protagonista delle SAP di Firenze, sopravvissuto alle torture della banda Carità.


A cura di

Carla Antonini, Augusto Bottioni, Elisabetta Paraboschi

Istituto di storia contemporanea di Piacenza

Data dell'evento

Giovedì, 26 Aprile 1945

Luogo dell'Evento


Fiorenzuola è il paese capoluogo della Val d’Arda.

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