La liberazione di Mezzani e Bocca d’Enza
Questa località della Bassa Parmense di tradizione “rossa” per la forte componente socialista e comunista tra i suoi abitanti, si distingue per l’apporto che ha dato alla lotta di Liberazione. I primi nuclei partigiani sono soliti a riunirsi nei cimiteri o sulle barche nel fiume Po. Alcuni aderiscono alla 78^ brigata Garibaldi S.A.P. prodigandosi in azioni di sabotaggio lungo la zona rivierasca del Po: rovesciamento di materiale tedesco in fiume, affondamento di draghe nemiche, sottrazione di bestiame che i tedeschi rubavano alla popolazione locale. Il partigiano Secondo Artoni, del Distaccamento Po della Brigata Pablo, risiede a Mezzani e la sua casa diventa rifugio sicuro per i partigiani in molte occasioni. Nel marzo 1945 Artoni nasconde Ricildo Bianchini “Cesare”, Ottaviano Cantoni e Primo Rosati “Oceano” dopo l’attacco contro la caserma delle Brigate Nere di Casale di Mezzani. Nell’operazione il piccolo gruppo riesce a far arrendere e disarmare una quindicina di militi fascisti, facendo loro credere di aver minato il perimetro della caserma. Anche la popolazione di Mezzani sparge la voce che grazie all’azione di un centinaio di partigiani la Brigata a Nera era stata umiliata e derubata di un grosso quantitativo di armi e munizioni. I partigiani lasciano le armi nella casa di Artoni. Il 22 aprile la zona di Mezzani è interessata da un continuo afflusso di truppe tedesche, che organizzano la propria ritirata verso il Po. Gli uomini del Distaccamento Po sono decisi a liberare il paese e si rivolgono a Secondo Artoni per recuperare le armi sottratte alla Brigata Nera e far iniziare l’insurrezione. Artoni assicura al comandante “Cesare” che molti uomini del paese sono pronti a lottare per cacciare i tedeschi. Si forma così un folto gruppo costituito non solo da partigiani “ufficiali”, ma anche da uomini volontari. Alla fine del conflitto questo gruppo sarà soprannominato “battaglione Padano”. La liberazione di Mezzani parte da Bocca d’Enza il pomeriggio del 23 aprile: gli insorti scacciano i tedeschi. Si spostano poi a Mezzano Inferiore dove scoppia uno scontro presso la stazione idrovora della Bonifica. Qui vengono fatti i primi 50 prigionieri tedeschi e sequestrate le armi. Con il passare delle ore il numero degli insorti cresce, gli abitanti si uniscono spontaneamente a quella sollevazione popolare. Alle sette di sera i partigiani prendono il controllo del paese. L’offensiva si allargò a Mezzano Superiore e Mezzano Rondani. Il 24 aprile, quando gli Alleati giungono a Mezzani, vengono loro consegnati 150 prigionieri nazisti.
A cura di
Maddalena Arrighini
Istituto storico della Resistenza e dell’età contemporanea di Parma