Manifestazione femminile al salumificio Frigeri di Paganine e successive manifestazioni femminili
Dopo le manifestazioni femminili dell’inizio di febbraio 1945 a Concordia sulla Secchia e Camposanto, i Gruppi di Difesa della Donna (GDD) di Modena insieme al Comitato di Liberazione Nazionale della pianura decidono di promuovere una grande manifestazione per l’8 marzo, in occasione della Giornata Internazionale della Donna, con distribuzione di prodotti alimentari alla popolazione, stremata dalla guerra. Viene scelto il salumificio Frigeri della località modenese di Paganine, poiché si era appreso che vi erano immagazzinati circa 130 quintali di insaccati e grassi, in piccola parte a disposizione degli enti alimentari fascisti, ma per la maggior parte destinati alle truppe tedesche.
La mattina dell’8 marzo 1945, pertanto, circa tremila donne si portano davanti al salumificio e inizia la distribuzione di prodotti alimentari, nella quantità di un chilogrammo a persona. In tarda mattinata, a causa dell’intervento della polizia e dei militi fascisti, la manifestazione viene interrotta, salvo poi riprendere nel pomeriggio. A fine giornata sono stati distribuiti circa 30 quintali di carne: un successo per il movimento e per i GDD. Ciononostante, è necessario segnalare come durante la manifestazione siano emersi alcuni problemi tra i GDD e alcune formazioni partigiane, che tendevano a sminuire e screditare il loro lavoro politico.
In seguito a questa manifestazione, la più importante di quel periodo in Emilia, i GDD di Modena creano anche un loro giornale, Rinascita della Donna, che invita le donne modenesi a scendere in piazza e protestare.
Una nuova serie di mobilitazioni femminili ha luogo in aprile.
L’11 aprile, difatti, oltre 700 donne si concentrano davanti alla prefettura per richiedere la distribuzione di generi alimentari e buoni di abbigliamento, la liberazione immediata di tutti gli arrestati, la fine dei rastrellamenti, infine la trasformazione di Modena in città aperta con fine dei lavori di fortificazione in città ed espulsione di tedeschi e fascisti. Nel frattempo le dipendenti di uno stabilimento della Manifattura tabacchi scioperano per un’ora. Le autorità fasciste, fra cui il prefetto, il questore e il direttore dell’annonaria, scendono allora fra le donne. Il prefetto, nello specifico, approva le grida delle donne di “Abbasso i tedeschi” e “Abbasso i fascisti”; promette inoltre di soddisfare alcune delle rivendicazioni in settimana.
Il 16 aprile alcune centinaia di donne (quasi 300) si ritrovano ancora davanti alla prefettura, ma vista l’assenza delle autorità manifestano per le vie del centro.
Il 19 aprile oltre 500 donne protestano prima davanti alla prefettura e poi presso la questura, chiedendo nuovamente la fine delle opere di fortificazione, la fine di rastrellamenti ed eccidi, la liberazione dei partigiani arrestati e la distribuzione di prodotti alimentari e capi di abbigliamento.
Ulteriori manifestazioni femminili si sarebbero tenute, secondo la Federazione comunista di Modena, il 14 aprile a Modena e il 19 aprile a Spilamberto, ma non sono documentate da altre fonti.
Modena. Lottare per la libertà e i diritti. I Gruppi di difesa della donna su Resistenza mAPPe
1945. Sebben che siamo donne. 8 marzo 1945: l’assalto al salumificio Frigieri di Paganine su Rivoluzioni Crisi Trasformazioni
Sui pedali. L’assalto al Salumificio Frigieri dell’8 marzo 1945 su Rivoluzioni Crisi Trasformazioni
Ibes Pioli su Rivoluzioni Crisi Trasformazioni
A cura di
Mattia Golinelli
Istituto per la storia della Resistenza e della società contemporanea in provincia di Modena