La battaglia della sacca di Fornovo
Le armate alleate devono agganciare le unità tedesche in ritirata e debellarle completamente. L’Alto Comando Alleato sa che una consistente divisione tedesca, guidata dal generale Otto Fretter Pico, si sta ritirando lungo la statale S62 della Cisa, verso Fornovo e va bloccata e annientata. La missione viene affidata al Corpo di Spedizione Brasiliano del Maresciallo Mascarenhas. Tale divisione si trova però distante da Fornovo e non sarebbe riuscita a raggiungere l’area interessata in tempi celeri, ma la presenza di diversi corpi partigiani in quella zona contribuisce al successo dell’intera operazione. Nella notte fra il 25 e il 26 aprile gli uomini della 31^ Copelli sminano il ponte della Via Emilia sul Taro, per consentire il passaggio degli Alleati, con i quali prendono contatti la mattina del 26. I continui afflussi di soldati tedeschi impediscono alle brigate di avanzare verso Parma e così la Copelli e la Forni si stanziano da Ponte Taro a Fidenza e da Ponte Taro verso Noceto, Collecchio e Medesano. Spostato l’obiettivo su Fornovo, altre brigate si muovono: la 78^ SAP blocca l’accesso alla Val Ceno. I tedeschi tentano di forzare il ponte sul Taro a Fornovo. Il distaccamento “Gainotti” della 31^ Copelli è incaricato di sbarrare loro l’accesso: dopo uno scontro a fuoco, i partigiani annientano il presidio e catturano una ventina di nazisti. Alle 11 altro attacco nazista: fuoco contro il distaccamento “Gainotti”, 200 soldati schierati, ma anche questi respinti. Nel pomeriggio giungono la brigata “Siligato” che si apposta a Viazzano, a sinistra del Ceno, e la brigata “Barbagatto” che si stanzia a Rubbiano, tra il Ceno e il Taro. Verso le 22 l’artiglieria tedesca tenta di far arretrare la Barbagatto ma alla fine si ritira. All’alba del 27 i tedeschi attaccano con forza il distaccamento Gainotti, la Siligato e la Barbagatto e tentano l’attraversamento del greto del fiume verso Felegara, Medesano e Noceto investendo la 135^ Betti, costretta a ripiegare. In direzione Medesano- Noceto un distaccamento germanico è distrutto dalla 31^ “Copelli” e dai soldati alleati. Stanziata sulla riva sinistra del fiume Taro, la Copelli compie diverse azioni nello stesso giorno a Medesano, Noceto e Cornacina, catturando decine di tedeschi. A Collecchio dal 26 aprile sera si è stabilito un forte contingente di truppe brasiliane. Il distaccamento “Iezzi” della 31^ Copelli nelle stesse ore elimina una colonna tedesca ed entra a Collecchio. All’alba del 27 il battaglione Bragazzi a Neviano dei Rossi è in difficoltà: continuamente attaccato dalle truppe tedesche, è costretto ad arretrare con i suoi quattro distaccamenti. Chiedono aiuto ai militari Brasiliani, che nel pomeriggio si appostano all’altezza del Baganza, 4 km più indietro. Diverse richieste di resa sono state sottoposte in quei giorni alle unità tedesche dalle brigate partigiane, ma vengono tutte rifiutate. Così il 28 aprile il Comando Brasiliano fa muovere le truppe verso Fornovo. I tedeschi tentano di sfondare verso Felegara ma falliscono. I Brasiliani combattono affiancati dal battaglione “Bragazzi” della 12^ Ognibene e dal distaccamento “Iezzi” della 31^ Copelli. Sul lato sinistro del Taro i combattimenti proseguono fino al mattino del 29 aprile. Partigiani e Brasiliani bloccano qualsiasi via di fuga: verso le 12 del 29 aprile il Comando Tedesco consegna la resa al Comando Alleato Brasiliano. La guerra nel Parmense è finita.